Antonino
Leto
Monreale, 1844 – Capri, 1913
Antonino Leto attraversa alcune delle esperienze più vive della pittura italiana ed europea del secondo Ottocento. Formatosi a Palermo nello studio di Luigi Lojacono, si apre a Napoli alla pittura di De Nittis e della Scuola di Resina, a Firenze al confronto con i Macchiaioli e a Parigi, su invito di Adolphe Goupil, alla vita della città moderna. Legato alla famiglia Florio, che lo sostiene e gli affida le decorazioni delle proprie residenze palermitane, realizza la monumentale Pesca del tonno in Sicilia. Dal 1882 sceglie Capri come luogo di vita e di lavoro: la luce mediterranea dell’isola diventa la sua fonte d’ispirazione più duratura, con contrasti sempre più forti e una stesura sempre più sintetica. Sue opere sono state acquistate dallo Stato per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e da Vittorio Emanuele III.

Opere

Esposta all’Esposizione Nazionale di Torino del 1881




Galleria Beatrice
- Opera riscopertaVe ne darò, citata dalla galleria tra le opere di straordinaria qualità da essa riscoperte.
- 2018–2019Antonino Leto. Tra l’epopea dei Florio e la luce di Capri — a cura di Luisa Martorelli e Antonella Purpura, Galleria d’Arte Moderna “Empedocle Restivo”, Palermo
- 2018–2019Antonino Leto. Tra l’epopea dei Florio e la luce di Capri. L’archivio fotografico di Antonino Leto — Galleria Beatrice, Palermo
Biografia
Antonino Leto nasce a Monreale il 14 giugno 1844. Abbandona gli studi classici per dedicarsi alla pittura e, grazie al sostegno dello zio e a un assegno del Comune di Monreale, nel 1861 si trasferisce a Palermo. Qui studia dapprima con Luigi Barba e successivamente nello studio di Luigi Lojacono, dove conosce Francesco Lojacono e assimila il naturalismo di ascendenza palizziana.
Nel 1863 dona al Comune di Monreale un Paesaggio come segno di riconoscenza per il sostegno ricevuto. L’anno seguente si reca a Napoli per proseguire la formazione. L’esperienza è breve ma decisiva: entra in contatto con la pittura di Giuseppe De Nittis e con la Scuola di Resina, aprendosi a una resa più sintetica e libera della realtà.
Rientrato a Palermo, nel 1865 conosce il senatore Ignazio Florio, che gli commissiona una veduta dello stabilimento enologico di Marsala. Seguono i primi importanti riconoscimenti: nel 1870 ottiene la medaglia d’argento alla Mostra Artistica di Palermo con Il ritorno dal pascolo; l’anno seguente vince la medaglia d’oro all’Esposizione Regionale di Siracusa con La bufera. Nel 1872 invia all’Esposizione di Brera Una giornata d’inverno in Sicilia.
Nel 1873 soggiorna a Portici, lavorando insieme agli artisti della Scuola di Resina. L’anno seguente si reca a Roma, sostenuto dalla famiglia Florio, ed entra in contatto con Francesco Paolo Michetti. Realizza Alla Villa Borghese e Un contadino romano, presentati alla Promotrice napoletana.
Nel 1875 vince il pensionato artistico romano con La raccolta delle olive. Tra Roma e Napoli sviluppa una pittura sempre più sintetica, vicina alle ricerche di De Nittis e Rossano. Espone a Brera Villa Borghese e Bosco di Portici.
Per motivi di salute ottiene poi di trasferire il pensionato a Firenze, dove vive fra il 1876 e il 1878. Il confronto con i Macchiaioli rende la sua pennellata più rapida ed essenziale. Nascono in questo periodo Case a Viareggio, Ponte di S. Trinita e Passeggiata alle Cascine.
Nel 1879 si trasferisce a Parigi su invito del mercante Adolphe Goupil. Nella capitale francese ottiene rapidamente successo con scene della vita urbana, fra cui Vecchia Parigi e Le bois de Boulogne. Il suo studio diventa un luogo di incontro frequentato da De Nittis, Domenico Morelli, Antonio Mancini, Vincenzo Gemito, Édouard Manet, Alphonse de Neuville e Jean-Louis-Ernest Meissonier.
Nel 1880 interrompe il rapporto con Goupil e torna a Palermo. I Florio gli commissionano importanti interventi decorativi nelle loro residenze: al villino all’Olivuzza e alla villa ai Colli realizza pannelli e pitture murali caratterizzati da una libertà cromatica e compositiva vicina all’Impressionismo. Nello stesso periodo visita Trapani e Favignana, traendo ispirazione per Saline di Trapani e per la monumentale Pesca del tonno in Sicilia, conosciuta anche come La mattanza.
Dal 1882 sceglie Capri come luogo privilegiato di vita e di lavoro. Il paesaggio mediterraneo dell’isola diventa la sua fonte d’ispirazione più duratura: la pittura acquista contrasti di luce sempre più forti e una stesura più sintetica.
Negli anni Ottanta espone regolarmente a Genova, Torino, Firenze e Napoli. Tra le opere di questo periodo si ricordano Centodieci anni a Ischia, Nel bosco di Portici, Un marinaio e la sua pipa a Lacco, Nel golfo di Napoli e Ve ne darò.
All’Esposizione Nazionale di Roma del 1883 ottiene particolare successo con I funari di Torre del Greco, acquistato dallo Stato per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Presenta inoltre Impressione presso Ischia, Marina di Portici, Le zucche e altri studi dal vero.
La grande tela La pesca del tonno in Sicilia, alla quale lavora per molti anni, viene presentata nel 1890. Ne esistono una versione più piccola e diversi studi preparatori.
Sebbene negli ultimi decenni si allontani progressivamente dai grandi circuiti espositivi, continua a dipingere e a partecipare occasionalmente alle maggiori manifestazioni. Nel 1910 invia alla Biennale di Venezia Marina di Catello a Capri e Scogli della piccola marina a Capri, opere acquistate rispettivamente da Vittorio Emanuele III e dal principe ereditario di Grecia.
Nello stesso anno torna per breve tempo a Monreale, dopo un’assenza di circa trent’anni.
Muore a Capri il 31 maggio 1913, assistito dall’amico pittore Ettore Raimondi e dall’allievo Michele Federico.
Cronologia
- 1844Nasce a Monreale il 14 giugno
- 1873Lavora a Portici con gli artisti della Scuola di Resina
- 1875Vince il pensionato artistico romano con La raccolta delle olive
- 1879A Parigi, su invito di Adolphe Goupil
- 1880Torna a Palermo; decorazioni per le residenze Florio
- 1882Sceglie Capri come luogo di vita e di lavoro
- 1890Presenta La pesca del tonno in Sicilia
- 1913Muore a Capri il 31 maggio

