Michele
Catti

Palermo, 1855 – Palermo, 1914

Michele Catti è il pittore della Sicilia più intima e malinconica. Dopo un breve apprendistato presso Francesco Lojacono, se ne allontana per cercare un rapporto più immediato e istintivo con il paesaggio. Debutta alla Promotrice di Palermo nel 1875 e nel 1883 frequenta a Roma lo studio di Francesco Paolo Michetti, rafforzando la scelta di dedicare la propria pittura alla Sicilia e alla vita della sua terra. Dopo il 1885 il suo realismo evolve verso una forma personale di impressionismo: la pennellata si fa ampia e rarefatta, la luce dissolve le forme in atmosfere sospese. Nella maturità predilige cieli grigi, pioggia, vento e toni autunnali, in una visione lontana da ogni retorica. Nel 1911 ottiene la medaglia d’oro all’Esposizione Nazionale di Roma con Ultime foglie.

Michele Catti, La fiera dei morti, 1914
La fiera dei morti, 1914

Galleria Beatrice

  • Opera riscopertaRitorno dalla pesca, citata dalla galleria tra le opere di straordinaria qualità da essa riscoperte.
  • 2013Michele Catti 1855–1914 — a cura di Maria Antonietta Spadaro, Palazzo Sant’Elia, Palermo
  • 2011Michele Catti, le rimembranze. Capolavori nelle collezioni private palermitane — Galleria Beatrice, Palermo

Biografia

Michele Catti nasce a Palermo il 5 aprile 1855. La famiglia vorrebbe indirizzarlo agli studi giuridici, ma la sua vocazione per la pittura prevale molto presto. Ancora giovanissimo lascia la casa familiare e trova protezione presso lo scrittore Luigi Natoli, che lo introduce negli ambienti culturali e artistici palermitani.

Inizia un breve apprendistato presso Francesco Lojacono, dal quale però si allontana presto: la minuziosa aderenza al vero del maestro gli appare troppo rigorosa e Catti preferisce sviluppare un rapporto più immediato e istintivo con il paesaggio.

Nel 1875 debutta alla Promotrice di Palermo con Burrasca d’autunno, attirando l’attenzione di Jean-Léon Gérôme. L’anno seguente espone Tramonto d’inverno.

Importante è anche l’amicizia con Vincenzo Ragusa, tornato dal Giappone, che gli comunica l’interesse per le trasparenze e le suggestioni dell’arte orientale. Sotto questa influenza Catti realizza anche decorazioni destinate a residenze aristocratiche palermitane.

Nel 1881 partecipa all’Esposizione Nazionale di Milano con Crepuscolo e nello stesso anno affronta il soggetto storico con Lo sbarco di Garibaldi a Marsala.

Nel 1883 si reca a Roma insieme a Luigi Natoli e frequenta per alcuni mesi lo studio di Francesco Paolo Michetti. L’esperienza rafforza la sua convinzione di voler concentrare la pittura sulla Sicilia e sulla vita della sua terra.

Nel 1888 sposa Anna Contarino, appartenente a una famiglia nobile palermitana, dalla quale avrà quattro figli: Aurelio, Ugo, Carmela e Laura.

La sua pittura, inizialmente legata a un saldo realismo, evolve progressivamente dopo il 1885 verso una forma personale di impressionismo, mediata anche dalla conoscenza dell’opera di Antonino Leto. La pennellata diventa più ampia e rarefatta; la luce tende a dissolvere le forme e a immergerle in atmosfere sospese.

Partecipa alla vita espositiva palermitana e nazionale: espone a Milano e Palermo nel 1891, torna alla Promotrice palermitana nel 1893 e nel 1896 ottiene grande successo al Circolo Artistico con le quattro tele Estate, Primavera, Autunno e Inverno. Tiene una personale a Palermo nel 1898 e partecipa nel 1899 alla mostra di Belle Arti organizzata al Teatro Massimo.

La sua vita, segnata da difficoltà economiche e familiari, assume progressivamente un carattere appartato e bohémien. Frequenta un ristretto gruppo di amici e ha vicino a sé anche un giovane pittore tedesco indicato nelle fonti con il nome Krep.

A partire dai primi anni del Novecento la pittura di Catti raggiunge la piena maturità. La pennellata diventa più sicura e vibrante; il disegno recupera definizione senza perdere libertà. Predilige atmosfere autunnali, cieli grigi, pioggia, vento e toni smorzati, creando una visione della Sicilia intima e malinconica, distante da qualsiasi retorica.

Tra le opere di questo periodo figurano Donna a passeggio del 1901, Paesaggio paludoso del 1903, Via Libertà e Donna che raccoglie i fiori del 1906, Scogli a riva del 1908, Alberi a riva, Barche e Marina con scogli del 1910.

Castello a mare, realizzato probabilmente tra il 1907 e il 1909, costituisce anche una preziosa testimonianza della Palermo precedente alle trasformazioni urbanistiche che portarono alla scomparsa di quell’area.

Nel 1910 Vincenzo Pastore organizza a Palermo una grande personale comprendente trentacinque opere. L’anno seguente Catti ottiene la medaglia d’oro all’Esposizione Nazionale di Roma con Ultime foglie del 1909.

Gli ultimi dipinti accentuano ulteriormente il carattere meditativo della sua ricerca. Nel 1914 realizza La fiera dei morti e 2 novembre, entrambi conservati alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo.

Muore a Palermo il 4 luglio 1914.

La Galleria d’Arte Moderna di Palermo conserva inoltre diverse sue opere significative, fra cui Il fiume, Domenica piovosa, La tonnarazza e numerosi disegni. Una parte consistente della sua produzione è invece passata attraverso il mercato antiquario ed è oggi distribuita soprattutto in collezioni private siciliane.

Cronologia

  • 1855Nasce a Palermo il 5 aprile
  • 1875Debutta alla Promotrice di Palermo con Burrasca d’autunno
  • 1883A Roma, nello studio di Francesco Paolo Michetti
  • 1896Estate, Primavera, Autunno e Inverno al Circolo Artistico di Palermo
  • 1910Personale di trentacinque opere a Palermo
  • 1911Medaglia d’oro all’Esposizione Nazionale di Roma con Ultime foglie
  • 1914Dipinge La fiera dei morti; muore a Palermo il 4 luglio