Francesco
Lojacono

Palermo, 1838 – Palermo, 1915

Francesco Lojacono ha dato forma, più di ogni altro pittore, al paesaggio siciliano dell’Ottocento. Formatosi a Palermo e poi a Napoli, nell’ambiente dei Palizzi e nella lezione di Giacinto Gigante, introduce in Sicilia una pittura dal vero realista e luminosa, che negli anni successivi dialoga con i Macchiaioli e con la Scuola di Resina. Garibaldino nel 1860, espone con continuità in Italia e all’estero, dal Salon di Parigi all’Esposizione universale del 1878; le sue opere entrano nelle collezioni della famiglia reale e nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Per la sua luce i contemporanei lo chiamano «ladro del sole». Dal 1896 al 1914 insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove si forma una generazione di pittori tra cui Ettore De Maria Bergler, Michele Catti e Pietro De Francisco.

Francesco Lojacono, Giardino con banano (Orto Botanico), 1896
Giardino con banano (Orto Botanico), 1896

Opere

Francesco Lojacono, Ulivi saraceni, 1883
Ulivi saraceni, 1883
Francesco Lojacono, Studio preparatorio per Ulivi saraceni, 1883 circa
Studio preparatorio per Ulivi saraceni, 1883 circa
Francesco Lojacono, Ulivi saraceni, dettaglio
Dettaglio di Ulivi saraceni
Francesco Lojacono, Il bacio, 1890 circa
Il bacio, 1890 circa
Francesco Lojacono, Ottobre in Sicilia, 1880
Ottobre in Sicilia, 1880
Francesco Lojacono, Dopo il tramonto, 1880
Dopo il tramonto, 1880
Francesco Lojacono, Villa Belmonte, 1886
Villa Belmonte, 1886
Francesco Lojacono, Pescatori di telline, 1886 circa
Pescatori di telline, 1886 circa
Francesco Lojacono, Pescatori di telline, dettaglio
Dettaglio di Pescatori di telline
Francesco Lojacono, Golfo di Palermo con Montepellegrino, 1890 circa
Golfo di Palermo con Montepellegrino, 1890 circa
Francesco Lojacono, Golfo di Palermo con Montepellegrino, dettaglio
Dettaglio di Golfo di Palermo con Montepellegrino

Galleria Beatrice

  • Opera riscopertaDopo il tramonto, citata dalla galleria tra le opere di straordinaria qualità da essa riscoperte.
  • 2013Dopo il Tramonto di Francesco Lojacono — Galleria Beatrice, Palermo

Biografia

Francesco Lojacono nasce a Palermo il 26 maggio 1838 in una famiglia già legata alla pittura. Il padre Luigi, pittore di storia, gli impartisce la prima formazione; successivamente studia con Salvatore Lo Forte. Le prime opere, realizzate entro la metà degli anni Cinquanta, risentono ancora della pittura romantica di soggetto storico. A questo periodo appartengono Giovanni delle Bande Nere, oggi alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo, e i perduti Ferruccio a Gavinana che passa l’Arno e La morte di Pia dei Tolomei.

Giovanissimo manifesta però un interesse sempre più deciso per il paesaggio. Alla Mostra di Belle Arti di Palermo del 1856 presenta diversi paesaggi ideali e ottiene la medaglia d’oro con un grande Paesaggio d’invenzione. Il riconoscimento gli permette di proseguire la formazione a Napoli, dove entra nell’ambiente dei Palizzi e assimila la lezione della Scuola di Posillipo e, in particolare, di Giacinto Gigante.

Il soggiorno napoletano modifica profondamente la sua pittura. Al ritorno a Palermo, nel 1859, espone nello studio dello scultore Nunzio Morello una serie di studi e paesaggi dal vero che contribuiscono a introdurre in Sicilia una nuova sensibilità realista e naturalistica.

La biografia di Lojacono si intreccia anche con il Risorgimento. Nel maggio del 1860 si unisce, insieme al padre Luigi e al fratello Salvatore, ai garibaldini impegnati nella conquista di Palermo. Partecipa successivamente alla battaglia di Milazzo, dove viene ferito, e continua a combattere fino al Volturno. Nel 1862 prende parte al tentativo di liberazione di Roma; fatto prigioniero ad Aspromonte insieme a Menotti Garibaldi, viene liberato poco dopo.

I rapporti stabiliti in questi anni con Firenze sono fondamentali per la sua evoluzione artistica. Nel decennio successivo la sua ricerca entra in dialogo con le esperienze dei Macchiaioli e della Scuola di Resina. Campagna toscana, presentata nel 1864, e la Veduta dell’Acquasanta, acquistata dal generale Menabrea, testimoniano questa apertura.

Dagli anni Sessanta Lojacono partecipa con continuità alle principali esposizioni italiane: Napoli, Firenze, Palermo, Torino e Genova. La sua fama cresce rapidamente anche all’estero. Nel 1868 una grande Veduta campestre viene acquistata dal principe ereditario Umberto. Nel 1872 realizza Vento di montagna, uno dei vertici della sua produzione giovanile; l’anno seguente soggiorna a Parigi ed espone al Salon La quiete.

Nel corso degli anni Settanta viaggia tra Vienna, Parigi e probabilmente Londra. A Vienna realizza piccoli paesaggi come Bosco di Vienna e Giardino di Vienna. Nel 1875 dipinge la grande Veduta di Palermo, oggi alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo, mentre l’anno seguente realizza Un giorno di caldo in Sicilia!, acquistato da Vittorio Emanuele II.

All’Esposizione universale di Parigi del 1878 presenta Una villa nella Conca d’Oro, opera accolta con grande interesse dalla critica internazionale. Nello stesso periodo lavora a Napoli, producendo marine e paesaggi quali Presso il Vesuvio, Ai Bagnoli verso Pozzuoli, La riva di Posillipo e Pescatori di ostriche.

Il successo istituzionale accompagna quello commerciale. Nel febbraio del 1878 viene nominato professore onorario di paesaggio presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Negli anni Ottanta realizza opere acquistate dalle principali istituzioni e dalla famiglia reale. Presso il Vesuvio, presentato all’Esposizione nazionale di Roma del 1883, entra nel primo nucleo della futura Galleria Nazionale d’Arte Moderna; L’arrivo inatteso, apprezzato anche da Gabriele D’Annunzio, viene acquistato dalla regina Margherita.

Nel 1885 Henri d’Orléans, duca d’Aumale, visita il suo studio e gli commissiona La benedizione degli armenti, nota anche come La benedizione del bestiame a Mondello, oggi conservata al Musée Condé di Chantilly.

All’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92 Lojacono presenta tre dipinti e tre studi. L’estate, conosciuta anche come Sulla via di Romagnolo, viene acquistata da Umberto I; Dall’ospizio marino entra invece nelle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

Dal 1895 al 1909 partecipa regolarmente alle Biennali di Venezia, con la sola eccezione del 1899. Il suo realismo luminoso e analitico gli procura una vasta reputazione; i contemporanei lo chiamano significativamente “ladro del sole”.

Nel 1895 viene nominato professore di pittura di paesaggio e marine presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove insegna dal 1896 al 1914. Fra i suoi allievi figurano Michele Mirabella, Ettore De Maria Bergler, Michele Cortegiani, Michele Catti, Pietro De Francisco, Gaetano Jerace e Domenico Quattrociocchi.

Nel 1909 il Circolo Artistico di Palermo celebra il cinquantesimo anniversario della sua carriera. Negli ultimi anni continua a esporre e a dipingere: Sulle rive dell’Anapo, presso Siracusa, acquistato da Giuseppe Ricci Oddi, viene presentato alla Biennale di Venezia del 1910; nel 1911 partecipa all’Esposizione Internazionale di Roma con La quiete e L’ora che volge il disio, nota anche come Ritorno dalla pesca sul far della sera. Del 1914 è La raccolta delle olive, ultima opera datata.

Muore a Palermo il 26 febbraio 1915. Dopo un periodo di relativo oblio, la sua figura viene progressivamente rivalutata a partire dagli anni Ottanta del Novecento, fino alla grande retrospettiva palermitana del 2005, che ne ha riaffermato il ruolo centrale nella pittura italiana del secondo Ottocento.

Cronologia

  • 1838Nasce a Palermo il 26 maggio
  • 1856Medaglia d’oro alla Mostra di Belle Arti di Palermo; prosegue la formazione a Napoli
  • 1860Con i garibaldini nella conquista di Palermo; ferito a Milazzo
  • 1878Esposizione universale di Parigi; professore onorario di paesaggio all’Accademia di Napoli
  • 1885Il duca d’Aumale gli commissiona La benedizione degli armenti
  • 1895–1909Partecipa alla Biennale di Venezia
  • 1896–1914Insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo
  • 1915Muore a Palermo il 26 febbraio