Ettore
De Maria Bergler

Napoli, 1850 – Palermo, 1938

Ettore De Maria Bergler è tra i protagonisti della pittura e della decorazione Liberty in Sicilia. Allievo di Francesco Lojacono tra il 1875 e il 1877, completa la sua formazione a Napoli e a Firenze, affermandosi come pittore di paesaggi e scene di vita siciliana di grande luminosità e raffinatezza cromatica. Dal 1901 al 1912 espone regolarmente alla Biennale di Venezia, dove nel 1909 gli è dedicata la sala «Bellezze della Sicilia», arredata da Vittorio Ducrot su disegno di Ernesto Basile. Ritrattista molto richiesto dall’aristocrazia e dall’alta borghesia palermitana, lega il suo nome anche alle grandi decorazioni: gli affreschi del soffitto del Teatro Massimo e i cicli allegorici della sala da pranzo di Villa Igiea, realizzati nel 1900 con Basile, tra gli episodi più importanti del Liberty italiano.

Ettore De Maria Bergler, Al sole, 1881
Al sole, 1881

Biografia

Ettore De Maria Bergler nasce a Napoli il 25 dicembre 1850 durante un temporaneo soggiorno della famiglia. Il padre Lorenzo De Maria lavorava per il barone Giovanni Riso di Colobria, mentre la madre Vittoria Bergler era di origine viennese.

La sua formazione artistica avviene principalmente a Palermo. Fra il 1875 e il 1877 studia con Francesco Lojacono, dal quale apprende una pittura di paesaggio fondata sull’osservazione diretta e su una resa luminosa e analitica della natura.

Tra il 1877 e il 1880 può contare sul sostegno del barone Riso, che gli permette di effettuare importanti viaggi di studio. A Napoli frequenta gli ambienti di Domenico Morelli, Edoardo Dalbono e Filippo Palizzi; a Firenze entra invece in contatto con le esperienze più aggiornate della pittura toscana e con il clima dei Macchiaioli.

Appartengono a questo periodo diversi piccoli studi di “macchia” e il raffinato Ritratto dello scultore Rinaldo Carnielo, firmato e datato Firenze 1878.

Fino alla metà degli anni Ottanta alterna soggiorni a Roma e Firenze, lavorando intensamente anche per la galleria Pisani e affermandosi come pittore di paesaggi e scene di vita siciliana.

Partecipa con continuità alle esposizioni regionali e nazionali. All’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92 presenta Cavalli alla foce, I chierici rossi, Ricordi della Sicilia, Il primo fiore e sei studi.

Dal principio del Novecento compare in numerose edizioni della Biennale di Venezia: 1901, 1903, 1905, 1907, 1909, 1910 e 1912.

Alla Biennale del 1903 espone Luci vespertine nella Sala del Mezzogiorno. Nello stesso ambiente viene presentata anche una scrivania-stipo in mogano prodotta dalla ditta Ducrot su progetto di Ernesto Basile, con decorazioni bronzee di Antonio Ugo e interventi pittorici di De Maria Bergler.

La Biennale di Venezia del 1909 rappresenta uno dei momenti più alti della sua carriera. Gli viene dedicata una vera e propria personale nella sala “Bellezze della Sicilia”, arredata da Vittorio Ducrot su disegno di Ernesto Basile. Vi espone opere come Popolana di Piana dei Greci, Terrazza siciliana, Impressioni e ricordi, L’Etna visto da Taormina, Campagna di Siracusa, La Zisa e Paesaggio agrigentino.

La critica riconosce nella sua pittura una riuscita sintesi tra realismo, luminosità e raffinatezza cromatica, collocandolo fra i protagonisti della pittura meridionale dei primi decenni del Novecento.

Un settore fondamentale della sua produzione è costituito dalla ritrattistica. De Maria Bergler è particolarmente richiesto dall’aristocrazia e dall’alta borghesia palermitana. Tra i ritratti più noti figurano il pastello di Giovanna Florio, il Ritratto del padre del 1885, quello della madre del 1886, Maria Berta di Rohan arciduchessa di Madrid, il duca di Madrid e diversi direttori generali del Banco di Sicilia.

Altrettanto importante è la sua attività decorativa. Realizza le otto sovrapporte del salone della direzione della Cassa di Risparmio di Palermo e partecipa alla decorazione di importanti piroscafi, fra cui Giulio Cesare, Roma, Dux e Caio Duilio.

Nel 1893, insieme a Rocco Lentini e Michele Cortegiani, lavora agli affreschi del soffitto del Teatro Massimo di Palermo.

La collaborazione più celebre rimane tuttavia quella con Ernesto Basile per il Grand Hôtel Villa Igiea. Nel 1900 realizza le pitture della sala da pranzo, perfettamente integrate nell’architettura e nell’arredo liberty concepiti da Basile. I cicli allegorici, fra cui Floralia, Profumo del mattino e Profumo della sera, rappresentano uno degli episodi più importanti della decorazione Liberty italiana.

La sua produzione comprende anche numerosi paesaggi e scene siciliane. La Galleria d’Arte Moderna di Palermo conserva opere come Rinaldo e Armida, Taormina, Palazzo Sclafani, Stagno d’Ercole, Cigni alla fontana Pretoria, Contadina con brocca, diversi paesaggi e numerosi ritratti.

Altri lavori sono conservati al Museo di Capodimonte di Napoli, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, a Ca’ Pesaro a Venezia e in altre raccolte pubbliche e private.

Dal 1913 al 1931 insegna pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo.

Muore a Palermo il 28 febbraio 1938.

La sua ricerca rimane legata a un naturalismo luminoso di matrice lojaconesca, ma trova esiti particolarmente originali nella ritrattistica e soprattutto nelle grandi decorazioni Liberty, dove linearismo, eleganza cromatica e gusto internazionale si fondono con le esperienze di Ernesto Basile e con le suggestioni della cultura europea di fine secolo.

Cronologia

  • 1850Nasce a Napoli il 25 dicembre
  • 1875–1877Allievo di Francesco Lojacono a Palermo
  • 1893Affreschi del soffitto del Teatro Massimo di Palermo
  • 1900Pitture della sala da pranzo di Villa Igiea, con Ernesto Basile
  • 1909Sala personale «Bellezze della Sicilia» alla Biennale di Venezia
  • 1913–1931Insegna pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo
  • 1938Muore a Palermo il 28 febbraio