Pietro
De Francisco
Palermo, 1873 – Mentone, 1969
Pietro De Francisco compie uno dei percorsi più singolari della pittura siciliana tra Otto e Novecento. Allievo di Francesco Lojacono per il paesaggio all’Accademia di Belle Arti di Palermo, ne eredita l’attenzione diretta alla natura e alla luce, per poi allontanarsi progressivamente dal naturalismo degli esordi. A Roma, negli anni del Pensionato Nazionale, si apre alle suggestioni simboliste; a Milano, dal 1906, al Divisionismo e alle ricerche futuriste, come mostra Espressione dinamica, presentata alla Biennale del 1914. Dopo un periodo in Tunisia, nel 1921 si stabilisce a Parigi, dove partecipa ai Salon e ottiene la cittadinanza francese. Negli ultimi decenni, a Mentone, il paesaggio torna al centro della sua pittura: nella luce della Costa Azzurra sembra ritrovare la luminosità dei primi anni siciliani.

Opere



Biografia
Pietro De Francisco nasce a Palermo nel 1873 e manifesta molto presto una particolare inclinazione per il disegno e la pittura. La sua formazione avviene all’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove segue l’insegnamento di Salvatore Marchesi per la prospettiva e quello di Francesco Lojacono per il paesaggio. Dai due maestri assimila una solida disciplina tecnica e, soprattutto da Lojacono, un’attenzione diretta alla natura e alla luce che segnerà profondamente la sua prima produzione.
Negli anni Novanta dell’Ottocento realizza le prime opere note, inizialmente legate a un paesaggismo verista dipinto dal vero, spesso en plein air. Accanto al paesaggio affronta però anche soggetti storici, studi di nudo e anatomie, nei quali emerge una notevole sensibilità disegnativa e chiaroscurale. Tra i lavori giovanili si ricordano Pigmalione del 1896, Nerone e Poppea del 1899 e I funerali di Petrarca.
Il successo di Nerone e Poppea gli vale una medaglia d’argento all’Esposizione Internazionale di Montreal del 1899. Poco dopo ottiene il Pensionato Nazionale per la Pittura e il Premio Roma, che gli consentono di trascorrere diversi anni nella capitale e di approfondire la conoscenza delle maggiori collezioni e correnti artistiche contemporanee.
A Roma il suo paesaggio si allontana progressivamente dal naturalismo analitico degli esordi e si apre alle suggestioni simboliste e liriche legate all’ambiente di In Arte Libertas e alla figura di Nino Costa. Ne sono testimonianza Paesaggio nostalgico del 1901, oggi alla Civica Galleria d’Arte Moderna di Palermo, oltre a marine e studi dal vero presentati alla Biennale di Venezia. La luminosità appresa da Lojacono si combina così con un cromatismo più sintetico e rapido.
Durante gli ultimi anni del pensionato romano cresce anche il suo interesse per i temi sociali. Nel 1904 presenta Barricate a Napoli; alla Mostra di Milano per il Traforo del Sempione del 1906 espone opere come Lotte sociali, Vecchie case, Crepuscolo e Conforti. Proprio nel 1906 si trasferisce stabilmente a Milano.
Nel capoluogo lombardo entra in contatto con un ambiente artistico radicalmente più moderno. Si avvicina prima al Divisionismo e successivamente alle nuove ricerche futuriste, pur mantenendo un legame costante con una concezione lirica e sintetica del paesaggio. Lavora inoltre come illustratore di libri e riviste almeno fino alla Prima guerra mondiale.
Il confronto con l’arte europea diventa sempre più importante. Nel 1909 soggiorna a Parigi e, secondo le fonti riportate, entra in contatto con Monet. L’esperienza francese intensifica il suo interesse per la luce, per il colore e per una pittura più libera e postimpressionista. In questo clima nasce anche Les Moulins.
Nel 1913 si reca a Londra per ricevere un riconoscimento per l’incisione e trascorre nuovamente del tempo a Parigi. Nel 1914 presenta alla Biennale di Venezia Espressione dinamica, uno dei lavori in cui l’interesse per l’avanguardia futurista appare più evidente. Nello stesso anno espone a Genova anche La draga, Bivacco di zingari e Verde primavera. Nel 1915 presenta a Brera il trittico Aspetti della città, articolato in Andante, Andante con moto e Crescendo. Del 1916 sono Paesaggio moderno e La folla, tra le ultime opere realizzate prima del definitivo allontanamento dall’Italia.
Sempre nel 1916 pubblica il saggio Rinnoviamo la pittura – pittura energetica, dedicato a Umberto Boccioni, morto nello stesso anno.
All’inizio degli anni Venti De Francisco si trasferisce in Tunisia insieme alla pittrice Clara Valentini. Qui entra in rapporto con la comunità degli artisti palermitani e organizza una mostra di paesaggio al Grand Hôtel de France. Nel 1921 si stabilisce a Parigi, città destinata a diventare il centro della sua attività per quasi due decenni. Partecipa ai Salon, tiene numerose personali e ottiene infine la cittadinanza francese.
Negli anni Trenta soggiorna a più riprese a Vézelay, dedicandosi alla pittura e alla meditazione. Tra il 1939 e il 1940 si stabilisce nella Francia meridionale, prima a Saint-Tropez e poi definitivamente a Mentone, dove sposa Clara Valentini.
Nell’ultima fase della sua carriera compaiono anche soggetti mistico-religiosi, trattati con una pittura sintetica e ricca di chiaroscuri. Il paesaggio, tuttavia, resta un riferimento fondamentale e nella luce mediterranea della Costa Azzurra sembra recuperare qualcosa della luminosità dei primi anni siciliani.
Tra i temi e i cicli ricordati nelle fonti figurano Deauville, Folla araba, Trittico del Fuoco, Mercato dei fiori, Carnevale di Nizza e Farandole. Opere di De Francisco sono state conservate o esposte in diverse città europee e americane, tra cui Parigi, Roma, Mentone, Genova, Palermo e New York.
Nel 1966 tiene a Mentone la sua ultima mostra personale. Muore nella stessa città nel 1969, a novantasei anni. Una importante retrospettiva gli sarà dedicata nel 1989 dalla Galleria Civica di Palermo.
Cronologia
- 1873Nasce a Palermo
- 1899Medaglia d’argento all’Esposizione Internazionale di Montreal con Nerone e Poppea
- 1906Si trasferisce a Milano
- 1914Espressione dinamica alla Biennale di Venezia
- 1916Pubblica Rinnoviamo la pittura – pittura energetica
- 1921Si stabilisce a Parigi
- 1939–1940Nella Francia meridionale, prima a Saint-Tropez, poi a Mentone
- 1969Muore a Mentone

